L’applicazione topica intraoperatoria di plasma ricco di piastrine (PRP) autologo sulle logge tonsillari durante un intervento di tonsillectomia bilaterale è stata associata a una riduzione del dolore postoperatorio e a un miglioramento della guarigione mucosale, senza aumento delle complicanze. È questo il principale risultato del trial randomizzato controllato guidato da Sedat Rüzgar del Department of Otolaryngology, Bağcılar Training and Research Hospital di Istanbul.
Uno studio randomizzato su 200 pazienti
La tonsillectomia è ancora oggi uno degli interventi più frequenti in otorinolaringoiatria, ma continua a essere gravata da una morbilità postoperatoria rilevante, soprattutto per dolore e sanguinamento. In questo contesto, gli autori hanno valutato se un trattamento con PRP autologo alla fine dell’intervento potesse modificare il decorso postoperatorio.
Nello studio, pubblicato sull’American Journal of Otolaryngology–Head and Neck Medicine and Surgery, sono stati arruolati 200 pazienti di età compresa tra 8 e 29 anni candidati a tonsillectomia bilaterale elettiva, con o senza adenoidectomia, e randomizzati in rapporto 1:1 a ricevere PRP oppure plasma povero di piastrine come trattamento di controllo. Dopo la randomizzazione, 195 pazienti hanno contribuito con dati valutabili: 98 nel gruppo PRP e 97 nel gruppo di controllo. Le caratteristiche basali erano sovrapponibili tra i due gruppi per età, sesso e indicazione chirurgica, rappresentata principalmente da tonsilliti ricorrenti o croniche e da sintomi ostruttivi, come russamento e apnee notturne, causati da ipertrofia delle tonsille.
L’endpoint primario era l’andamento del dolore postoperatorio nei primi 10 giorni, misurato con scala VAS.
Meno dolore e guarigione mucosale più rapida
Dai dati raccolti è emerso che il dolore era significativamente più basso dal giorno 1 al giorno 8 postoperatorio, mentre le differenze non sono risultate più statisticamente significative ai giorni 9 e 10. Il profilo temporale osservato suggerisce che l’applicazione di PRP potrebbe facilitare la deglutizione, l’assunzione di cibo per via orale e l’idratazione, fattori che a loro volta potrebbero favorire la guarigione.
Anche il ricorso all’ibuprofene è stato meno frequente nel gruppo PRP rispetto al gruppo di controllo (5,1% vs 10,3%).
Oltre al dolore, lo studio ha documentato un vantaggio anche sul versante della riparazione tissutale: la guarigione delle logge tonsillari, valutata ai giorni 7, 10 e 14 con un punteggio standardizzato da 0 a 5, è risultata significativamente migliore nel gruppo PRP in tutti i time point considerati.
Il dato più rilevante riguarda il giorno 14: la guarigione mucosale completa è stata osservata nel 78% dei pazienti trattati con PRP contro il 59% del gruppo di controllo. Gli autori non hanno rilevato segni di infezione della ferita né tessuto di granulazione anomalo.
Sicurezza: nessun segnale di aumento delle complicanze
Sul fronte della sicurezza, non si sono verificati sanguinamenti primari in nessuno dei due gruppi. Il sanguinamento secondario è comparso nel 2,0% dei pazienti trattati con PRP e nel 5,2% dei controlli, ma la differenza non ha raggiunto la significatività statistica. Nessun paziente ha subito un secondo intervento o trasfusioni. Inoltre, non si sono verificati eventi avversi gravi attribuibili al PRP.
Gli autori sottolineano, infine, che il trial non era dimensionato per rilevare differenze robuste negli eventi emorragici rari, ma i risultati supportano comunque l’ipotesi che il PRP possa rappresentare un trattamento coadiuvante utile per favorire il recupero precoce dopo tonsillectomia. Resta aperta, secondo gli autori, la necessità di ulteriori studi multicentrici con metodi di preparazione standardizzati e una valutazione più ampia degli outcome secondari.