Nei pazienti sottoposti a tiroidectomia totale, un maggiore grado di fragilità preoperatoria è associato a un aumento significativo del rischio di complicanze entro 30 giorni dall’intervento, in particolare ipocalcemia, paralisi delle corde vocali, ematoma cervicale, infezioni del sito chirurgico e accessi in pronto soccorso.
È quanto emerge dallo studio pubblicato di recente su The Laryngoscope da Tyler Jung e Peter S. Han, del Department of Head and Neck Surgery della David Geffen School of Medicine at UCLA e del Department of Surgery dell’Olive View-UCLA Medical Center.
Il Modified Frailty Index applicato alla chirurgia tiroidea
Lo studio ha valutato il Modified Frailty Index a cinque fattori, o mFI-5, come strumento di stratificazione preoperatoria del rischio nei pazienti candidati a tiroidectomia totale. L’indice assegna un punto per ciascuna di cinque condizioni: ipertensione, diabete, broncopneumopatia cronica ostruttiva, insufficienza cardiaca e dipendenza da assistenza.
Gli autori hanno utilizzato il network statunitense TriNetX, che raccoglie dati clinici anonimizzati provenienti da 67 organizzazioni sanitarie. Sono stati identificati 65.866 adulti sottoposti a tiroidectomia totale tra il 2006 e il 2025, suddivisi in quattro gruppi con punteggio mFI-5 pari a 0, 1, 2 oppure almeno 3. Complessivamente, il 44,6% dei pazienti presentava almeno un fattore di fragilità.
Per ridurre l’effetto delle differenze tra i gruppi, i ricercatori hanno applicato un propensity score matching (o appaiamento basato sul punteggio di propensione) considerando, tra gli altri elementi, età, sesso, etnia, fumo, sepsi, dialisi, patologie tiroidee preoperatorie, neoplasie maligne e linfoadenectomia cervicale.
Ipocalcemia e paralisi cordale aumentano con la fragilità
L’associazione più lineare è stata osservata per l’ipocalcemia. Rispetto ai pazienti con mFI-5 pari a zero, il rischio aumentava progressivamente già con un punteggio di 1, fino a raggiungere un odds ratio di 1,59 nei pazienti con mFI-5 pari o superiore a 3.
Anche la paralisi delle corde vocali mostrava un’associazione con i livelli più elevati di fragilità. Nel gruppo con mFI-5 ≥3, l’odds ratio riportato nell’analisi principale era 2,27 rispetto ai pazienti non fragili. Gli autori sottolineano quindi il possibile valore dell’indice nella valutazione preoperatoria dei rischi relativi alla funzione vocale e alle vie aeree.
La necessità di tracheostomia risultava circa doppia nei pazienti con mFI-5 pari a 2. Per i punteggi più elevati, tuttavia, il numero di eventi era insufficiente per ottenere stime statisticamente affidabili.
Ematoma cervicale e accessi in pronto soccorso
Particolarmente rilevante sul piano ORL è il dato relativo all’ematoma cervicale postoperatorio, complicanza rara, ma potenzialmente grave per il rischio di compromissione acuta delle vie aeree. Nei pazienti con mFI-5 ≥3, il rischio risultava 2,6 volte superiore rispetto ai soggetti con punteggio zero.
Anche gli accessi in pronto soccorso aumentavano in modo progressivo con il grado di fragilità. L’odds ratio passava da circa 1,36 nei pazienti con mFI-5 pari a 1 a 2,28 nei soggetti con punteggio ≥3. Le infezioni del sito chirurgico risultavano invece significativamente più frequenti nel gruppo con mFI-5 pari a 2, con un odds ratio di 1,93.
La mortalità entro 30 giorni era rara in tutti i gruppi e il numero di eventi non consentiva una stima affidabile dell’associazione con la fragilità.
Uno strumento semplice per la valutazione preoperatoria
Secondo gli autori, il mFI-5 può affiancare i tradizionali criteri di valutazione del rischio nella tiroidectomia totale, offrendo una misura quantitativa della fragilità basata su informazioni cliniche facilmente disponibili. Il dato assume particolare rilievo in un contesto nel quale la tiroidectomia viene sempre più frequentemente eseguita in regime ambulatoriale.
Lo studio rimane tuttavia osservazionale e retrospettivo: le associazioni rilevate non dimostrano un rapporto causale. Inoltre, l’utilizzo di dati amministrativi espone a possibili errori di codifica, il follow-up è limitato a 30 giorni e il database non permetteva di distinguere in maniera affidabile gli interventi eseguiti in regime di ricovero da quelli ambulatoriali.
In ogni modo, nel complesso, i risultati indicano che un punteggio mFI-5 più elevato identifica pazienti con maggiore probabilità di sviluppare complicanze precoci dopo tiroidectomia totale e potrebbe quindi contribuire alla pianificazione perioperatoria, al monitoraggio postoperatorio e alla condivisione del rischio con il paziente.