La single-sided deafness pediatrica, cioè una sordità monolaterale grave-profonda con udito normale nell’orecchio controlaterale, è una condizione che può avere un impatto rilevante sulla vita quotidiana e sul percorso scolastico del bambino. Durante il congresso SIO di Roma The ENTologist ha chiesto a Francesco Lazzerini, audiologo-foniatra dell’Università di Pisa di raccontarci cosa è emerso durante l’evento.
Secondo Lazzerini, il problema non riguarda tanto l’ascolto in condizioni di silenzio, quanto le situazioni più complesse, come la presenza di rumore di fondo o l’ambiente scolastico. In questi contesti, la perdita dell’udito da un solo lato può compromettere il rapporto segnale-rumore, rendere più difficile la comprensione del parlato e associarsi a peggiori risultati scolastici, difficoltà comportamentali e ricadute sulla qualità di vita. Tra le strategie riabilitative disponibili, l’impianto cocleare rappresenta oggi l’opzione più promettente perché consente di fornire uno stimolo uditivo anche all’orecchio anacusico, favorendo un input binaurale.
L’impianto cocleare, tuttavia, non è sempre praticabile. In una quota significativa di bambini con single-sided deafness può essere presente un deficit del nervo cocleare omolaterale, con ipoplasia severa o aplasia documentabile all’imaging, condizione che controindica questo approccio. Nei casi in cui l’impianto non sia possibile, restano disponibili altre soluzioni, come protesi tradizionali, sistemi CROS, dispositivi a conduzione ossea e remote microphone, utili soprattutto per migliorare l’ascolto in ambienti rumorosi e ridurre le difficoltà sperimentate dai bambini nella vita scolastica.