La rinosinusite cronica pediatrica (PCRS) è una patologia infiammatoria cronica comune che impatta significativamente sulla qualità della vita dei bambini.
Un recente studio prospettico, quantitativo e caso-controllo pubblicato sulla rivista Otolaryngology–Head and Neck Surgery, ha indagato il microbioma del meato medio (MM), delle tonsille e delle adenoidi in pazienti pediatrici con e senza PCRS, fornendo nuovi insight sulla patofisiologia di questa complessa condizione.
Lo studio, condotto come analisi monocentrica, ha reclutato pazienti pediatrici di età compresa tra 2 e 12 anni sottoposti ad adenoidectomia. Sono stati inclusi venti soggetti con PCRS e venti controlli con apnea ostruttiva del sonno (OSA) o disturbi respiratori del sonno (SDB) senza diagnosi precedente di PCRS. La scelta dei pazienti con OSA/SDB come gruppo di controllo ha permesso la raccolta di campioni senza rischi aggiuntivi durante l’anestesia.
I campioni sono stati raccolti dal meato medio destro, dalla superficie adenoidea e dalle tonsille palatine destre di ciascun paziente utilizzando tamponi. Il sequenziamento del gene 16S del RNA ribosomiale (rRNA) è stato eseguito per analizzare il microbioma. La diversità alfa è stata misurata utilizzando l’indice di diversità di Simpson, mentre la diversità beta è stata valutata tramite l’indice di dissimilarità di Bray-Curtis. È stata inoltre condotta un’analisi dell’abbondanza differenziale dei generi batterici.
Diversità alfa e composizione batterica
Lo studio ha analizzato 40 campioni di adenoidi, 40 di tonsille e 37 campioni di MM. Non è stata riscontrata alcuna differenza significativa nella diversità alfa tra i gruppi di controllo e i soggetti con PCRS. Tuttavia, sono state osservate differenze significative nella diversità alfa tra i siti anatomici: le tonsille sono risultate significativamente più diverse delle adenoidi, che a loro volta erano più diverse del MM (P<.001). L’indice di diversità di Simpson medio per il MM era 0.48±0.21, per le adenoidi 0.75±0.20 e per le tonsille 0.86±0.10. Questa osservazione è coerente con studi precedenti che indicano una maggiore diversità microbica nel nasofaringe rispetto alla cavità nasale.
Nonostante le differenze significative nella diversità alfa e nella composizione batterica tra i tre siti anatomici, non è stata rilevata alcuna differenza significativa tra i gruppi di controllo e PCRS in termini di diversità alfa e composizione microbica complessiva (P=.255). Ciò contrasta con alcune meta-analisi che hanno mostrato un aumento della diversità alfa nei seni/MM sani rispetto ai pazienti con rinosinusite cronica negli adulti.
Un’osservazione importante è stata che la composizione batterica dell’adenoide e dei siti MM differiva maggiormente nel gruppo di controllo rispetto al gruppo PCRS. Questo suggerisce una possibile colonizzazione del MM da parte dell’adenoide nei pazienti affetti da PCRS. La composizione batterica delle tonsille, delle adenoidi e del MM era significativamente diversa (P=.001). Le adenoidi e le tonsille mostravano una composizione più simile tra loro rispetto al MM.
Abbondanza differenziale dei generi batterici
L’analisi dell’abbondanza differenziale ha rivelato specifici generi batterici che variavano tra i siti. Corynebacterium e Dolosigranulum erano più abbondanti nel MM rispetto all’adenoide, mentre Prevotella e Fusobacterium erano più abbondanti nell’adenoide rispetto al MM. Nel confronto tra tonsille e adenoidi, solo Lachnoanaerobaculum era significativamente più abbondante nelle tonsille. Quando si confrontavano le tonsille con il MM, Prevotella era più abbondante nelle tonsille, mentre Corynebacterium, Dolosigranulum e Moraxella erano più abbondanti nel MM. Questi risultati sono in linea con studi precedenti che indicano livelli più elevati di Fusobacterium, Prevotella e Porphyromonas nelle adenoidi/nasofaringe rispetto al MM nei bambini.
Implicazioni e limiti dello studio
I risultati dello studio supportano l’ipotesi che le adenoidi e il MM siano più simili nei pazienti PCRS rispetto ai controlli, suggerendo una potenziale colonizzazione del MM dall’adenoide. Questa teoria del “serbatoio batterico adenoideo” è una teoria prevalente nello sviluppo della PCRS, con studi precedenti che dimostrano la colonizzazione delle adenoidi con batteri patogeni e bioformanti biofilm nei bambini con rinosinusite cronica.
Tuttavia, lo studio presenta alcune limitazioni. Tre campioni di MM del gruppo PCRS sono stati esclusi a causa di basse conte batteriche, probabilmente dovute all’uso di antibiotici prima della raccolta dei campioni. Inoltre, le infezioni respiratorie superiori in corso o recenti al momento della raccolta dei campioni avrebbero potuto alterare il microbioma. La raccolta dei campioni dal MM tramite tampone potrebbe aver causato contaminazione dalla flora della cavità nasale anteriore. Analogamente, il tampone adenoideo, passando attraverso la cavità orale, potrebbe aver introdotto contaminanti. La distinzione tra sintomi ostruttivi e infiammatori era limitata, e le differenze microbiologiche nei pazienti con ipertrofia adenoidea e tonsillare correlata a SDB/OSA potrebbero aver influenzato il gruppo di controllo. Infine, la natura trasversale dello studio impedisce la valutazione dei cambiamenti del microbioma nel tempo e del loro ruolo nella patogenesi della PCRS.
Conclusioni
In sintesi, questo studio evidenzia significative differenze nella diversità alfa e nella composizione batterica tra il meato medio, le tonsille e le adenoidi nei bambini. Sebbene non siano state riscontrate differenze complessive tra i gruppi di controllo e PCRS, la maggiore dissimilarità nella composizione batterica tra i siti adenoide e MM nei controlli, rispetto ai soggetti, suggerisce una possibile colonizzazione del MM da parte dell’adenoide nei pazienti PCRS. Questo dato suggerisce che la PCRS potrebbe essere un processo microbiologico diverso rispetto alla rinosinusite cronica dell’adulto.
Sono necessarie future ricerche longitudinali per monitorare il microbioma nel contesto di infezioni, esposizioni antibiotiche e sviluppo immunologico o diagnosi allergiche. Questo aiuterà a delucidare ulteriormente il ruolo del microbioma nella patofisiologia della PCRS e a informare lo sviluppo di interventi terapeutici mirati.