Le procedure sinusali eseguite su paziente sveglio in ambulatorio rappresentano un’opzione efficace, sicura e ben tollerata per pazienti selezionati con rinosinusite cronica, con benefici sintomatologici significativi, rapido recupero e possibilità di evitare l’anestesia generale.
È questa la conclusione della revisione sistematica pubblicata su European Archives of Oto-Rhino-Laryngology e firmata come primo autore da Domiziana Nardelli, affiliata alla Fondazione Policlinico e alla School of Medicine dell’Università Campus Bio-Medico di Roma.
Un’alternativa alla chirurgia convenzionale in anestesia generale
La rinosinusite cronica è una patologia infiammatoria ad alta prevalenza, capace di compromettere in modo importante la qualità di vita, in particolare per ostruzione nasale e disfunzione olfattiva. Il trattamento di prima linea resta medico, con terapie locali e, quando necessario, brevi cicli di corticosteroidi sistemici. Tuttavia, una quota di pazienti non raggiunge un adeguato controllo dei sintomi e richiede un intervento chirurgico.
La chirurgia endoscopica dei seni paranasali in anestesia generale rimane lo standard nei casi refrattari, ma presenta limiti organizzativi e clinici: necessità di sala operatoria, tempi di attesa, costi sanitari più elevati, rischi perioperatori nei pazienti vulnerabili e recupero generalmente più lungo. Da qui l’interesse crescente per un modello “awake”, basato su procedure endoscopiche eseguite in anestesia locale, con l’obiettivo di ridurre l’invasività e ottimizzare le risorse.
Gli autori hanno condotto una ricerca sistematica su PubMed/MEDLINE, Google Scholar e Scopus fino a novembre 2025, seguendo le raccomandazioni PRISMA. Sono stati inclusi studi su pazienti adulti con rinosinusite cronica, con o senza poliposi nasale, sottoposti a procedure sinonasali ambulatoriali in anestesia locale.
La revisione ha selezionato 11 studi, per un totale di 1.283 pazienti, con età media di 50,2 anni. Le procedure considerate coprivano un ampio spettro di interventi: dilatazione dei seni con palloncino chirurgia endoscopica ambulatoriale, polipectomia con microdebrider, polipectomia awake e posizionamento ambulatoriale di impianti sinusali bioassorbibili a rilascio di corticosteroide.
Migliorano sintomi, score endoscopici e parametri radiologici
Nel complesso, le procedure analizzate hanno mostrato miglioramenti significativi e sostenuti sia negli outcome riferiti dai pazienti sia in quelli oggettivi. Gli studi hanno documentato riduzioni dei punteggi SNOT-22, SNOT-20, NOSE e VAS, oltre a miglioramenti degli score Lund-Mackay, Nasal Polyp Score e Modified Lund-Kennedy.
Per esempio, nella polipectomia ambulatoriale con microdebrider è stata riportata una marcata riduzione del SNOT-22 già nel primo mese postoperatorio. Anche la dilatazione con palloncino ha mostrato benefici duraturi fino a quattro anni in uno degli studi inclusi. Gli impianti sinusali a rilascio di corticosteroide, utilizzati in pazienti con poliposi recidivante dopo ESS, hanno prodotto miglioramenti clinici e riduzioni del carico polipoide rispetto ai controlli.
Un elemento centrale della revisione riguarda la tollerabilità. Il dolore intraoperatorio è risultato generalmente lieve o moderato, con valori medi contenuti nelle procedure valutate. I tassi di tollerabilità riportati variavano dall’82% al 95%, mentre la soddisfazione dei pazienti era elevata.
Le complicanze gravi sono risultate rare. Gli eventi descritti includevano sanguinamenti, episodi vaso-vagali, infezioni locali, discomfort nasale o irritazione, nella maggior parte dei casi lievi o gestibili. Il ritorno alle attività quotidiane è stato rapido: in uno studio il tempo medio era di 2,2 giorni, con una quota consistente di pazienti tornata alla normalità entro 48 ore. Anche la disponibilità a ripetere la procedura è risultata alta, con percentuali comprese tra il 72% e il 95%.
Una prospettiva promettente, ma ancora da standardizzare
Gli autori sottolineano che il successo di questo approccio dipende da un’accurata selezione dei pazienti. I candidati ideali sono soggetti con anatomia favorevole, malattia accessibile, buona collaborazione e assenza di fattori che rendano rischiosa o poco tollerabile la procedura in anestesia locale.
La revisione invita comunque alla cautela. La letteratura disponibile è eterogenea per tecniche, protocolli anestesiologici, outcome e follow-up; molti studi sono osservazionali e presentano un rischio di bias moderato o elevato. Servono quindi studi prospettici, multicentrici e standardizzati per definire meglio indicazioni, efficacia comparativa e risultati a lungo termine. In questo quadro, la chirurgia sinusale “awake” non sostituisce la chirurgia tradizionale, ma si configura come una componente complementare e in espansione della rinologia moderna.