/
/
Rinite allergica e sonno difficile: un legame che cresce con l’età

Rinite allergica e sonno difficile: un legame che cresce con l’età

Una metanalisi recente su oltre 32mila bambini conferma l’associazione tra le due condizioni, con un legame più marcato nei bambini più grandi.

In questo articolo

La rinite allergica è la malattia allergica cronica più diffusa in età pediatrica. 

Nella maggior parte degli studi condotti finora è stata evidenziata un’associazione significativa tra rinite allergica e disturbi respiratori del sonno nei bambini; tuttavia, i risultati sono eterogenei a causa delle dimensioni limitate delle popolazioni considerate e dell’elevata variabilità nelle caratteristiche degli studi. 

Per fare chiarezza sulla relazione tra queste due condizioni nella popolazione pediatrica un gruppo di ricercatori cinesi ha condotto una revisione sistematica con metanalisi.

Un’ampia indagine nei bambini

Per realizzare la metanalisi, condotta secondo le linee guida PRISMA, i ricercatori hanno interrogato le banche dati PubMed, Embase, Web of Science e Cochrane Library per individuare gli studi pubblicati in lingua inglese fino a novembre 2022.

A partire dai 447 studi identificati inizialmente, dopo la selezione sono stati inclusi nella metanalisi 17 studi, condotti in Asia, Turchia e Stati Uniti, per un totale di 32.907 bambini.

Per ogni studio incluso sono stati calcolati i dati aggregati di prevalenza di russamento abituale e di disturbi respiratori del sonno e l’odds ratio per la presenza di rinite allergica nei bambini con e senza disturbi respiratori del sonno. 

Inoltre, data l’eterogeneità dei criteri diagnostici, gli autori hanno stratificato le analisi per fascia d’età, distinguendo tra bambini sotto e sopra gli 8 anni, periodo in cui l’ipertrofia adenoidea e lo sviluppo scheletrico facciale raggiungono il picco.

La prevalenza aggregata del russamento abituale è risultata del 4%, senza differenze significative tra le due fasce d’età considerate.

Per quanto riguarda l’associazione tra rinite allergica e disturbi del sonno, l’odds ratio per la patologia nasale nel gruppo con russamento abituale rispetto al gruppo senza russamento è risultato pari a 2,24; il rischio è quindi più che raddoppiato. 

Un’associazione significativa è stata evidenziata anche nel confronto tra bambini con e senza disturbi respiratori del sonno, con un odds ratio di 1,49, mentre per l’apnea ostruttiva del sonno l’odds ratio è risultato pari a 1,23.

Un dato particolarmente interessante riguarda l’analisi per fasce d’età: sotto gli 8 anni l’odds ratio per la rinite allergica nel gruppo dei bambini con disturbi respiratori del sonno rispetto ai controlli è risultato di 1,27. Invece, nei bambini di 8 anni o più l’associazione è risultata significativamente più forte, con un odds ratio di 2,26. La differenza tra i due sottogruppi è risultata statisticamente significativa, ma le ragioni sono ancora da chiarire.

Le implicazioni per la pratica clinica

Gli autori sottolineano che il legame tra rinite allergica e disturbi respiratori del sonno è probabilmente sostenuto da meccanismi infiammatori a carico delle vie aeree comuni alle due condizioni.

Alla luce di questi risultati, identificare e trattare la rinite allergica nella pratica clinica potrebbe rappresentare un passaggio importante per migliorare i sintomi e prevenire il peggioramento della qualità del sonno nei bambini, con un possibile beneficio anche sulla gravità dei disturbi respiratori del sonno sottostanti.

In particolare, gli autori raccomandano una maggiore attenzione alla rinite allergica nello screening dei bambini con anamnesi di disturbi respiratori del sonno, soprattutto in quelli di età superiore agli 8 anni, nei quali l’associazione appare più marcata.

Ulteriori studi condotti con metodologie standardizzate potrebbero chiarire meglio il legame tra le due condizioni e aiutare a individuare strategie terapeutiche integrate per la gestione combinata di rinite allergica e disturbi respiratori del sonno in età pediatrica.

Oppure effettua il login