La combinazione intranasale tra resveratrolo e carbossimetil-β-glucano emerge come opzione di interesse nelle patologie delle alte vie aeree, soprattutto nelle infezioni respiratorie virali ricorrenti e nella rinite allergica. È il messaggio principale di un consensus multidisciplinare pubblicato il 17 aprile 2026 sul Journal of Clinical Medicine, coordinato da Giorgio Ciprandi insieme a un panel di oltre 50 opinion leader tra otorinolaringoiatri, pediatri, allergologi e medici di medicina generale. Tutti i 22 statement sottoposti alla valutazione degli esperti hanno raggiunto il consenso, con percentuali di accordo comprese tra l’83% e il 100%.
Il lavoro nasce dall’esigenza di rafforzare le evidenze precliniche e cliniche sull’impiego della formulazione intranasale resveratrolo-carbossimetil-β-glucano nelle malattie delle alte vie aeree. Il metodo adottato è stato quello del Delphi consensus, articolato in due round, con statement dedicati alla fisiopatologia delle infezioni respiratorie, al razionale biologico della combinazione e ai dati disponibili nei diversi contesti clinici.
Un razionale multitarget per infezione, infiammazione e stress ossidativo
Il punto di partenza del documento è che le patologie delle alte vie aeree non sono processi lineari, ma condizioni in cui infezione, infiammazione, risposta immunitaria e stress ossidativo si influenzano reciprocamente. Nelle infezioni virali, la risposta infiammatoria è inizialmente necessaria per eliminare il patogeno, ma se non adeguatamente regolata può contribuire al peggioramento del quadro clinico. Allo stesso modo, lo stress ossidativo viene interpretato come un amplificatore della risposta infiammatoria.
Nella rinite allergica e nelle patologie respiratorie di tipo 2, la polarizzazione immunitaria, l’infiltrazione eosinofila e l’aumento dei marker infiammatori mantengono un circuito patologico che sostiene i sintomi e può favorire una maggiore suscettibilità alle infezioni respiratorie. Da qui il razionale di una strategia locale multitarget.
Il resveratrolo viene descritto dagli autori come un polifenolo con attività antivirale, antinfiammatoria, antiossidante, immunomodulante e antiallergica. La sua criticità principale è però la bassa biodisponibilità, soprattutto per via orale. Il carbossimetil-β-glucano, in questo senso, svolge un ruolo rilevante: migliora stabilità e solubilità del resveratrolo, favorisce l’adesione alla mucosa nasale e consente un rilascio controllato a livello locale. Inoltre, nel consensus viene ampiamente riconosciuta la sua attività immunomodulante in grado di favorire la trained immunity e l’immunità aspecifica. Questo significa una risposta a virus, ma anche a batteri e allergeni.
Dalle evidenze precliniche agli statement clinici
Gli studi in vitro richiamati nel documento mostrano che la formulazione è stabile, idrosolubile e adatta anche alla nebulizzazione. Sul piano biologico, l’associazione è stata collegata all’inibizione della replicazione del rhinovirus, alla riduzione di citochine proinfiammatorie come IL-6, IL-8 e RANTES, e alla diminuzione dell’espressione di ICAM-1 sulle cellule epiteliali.
Questo ultimo dato è particolarmente rilevante per l’otorinolaringoiatra, perché ICAM-1 rappresenta sia il principale recettore per molti rhinovirus sia un mediatore coinvolto nel reclutamento leucocitario e nell’infiltrazione eosinofila. La sua modulazione potrebbe quindi incidere sia sul versante infettivo sia su quello infiammatorio-allergico.
Dal punto di vista clinico, il consensus individua tre aree principali di potenziale utilità. La prima riguarda le infezioni respiratorie, soprattutto virali e ricorrenti, come raffreddore e rinofaringite, per le quali l’associazione è suggerita sia per la prevenzione sia per il trattamento grazie all’efficacia dimostrata sulla riduzione della durata, della severità e della ricorrenza dei sintomi. La seconda è la rinite allergica, per la quale lo statement relativo alla riduzione dei sintomi e dell’infiammazione di tipo 2 ha ottenuto il 90% di consenso. In questo ambito gli esperti concordano sull’utilizzo dell’associazione in monoterapia nelle forme lievi e moderate e come coadiuvante delle forme severe. La terza, più esplorativa, riguarda il post-operatorio della chirurgia endonasale, con un accordo dell’83% grazie all’attività antinfiammatoria e antiedemigena.
Gli autori richiamano diversi studi clinici, in particolare pediatrici, nei quali la combinazione è stata associata a riduzione della severità dei sintomi, minore uso di farmaci di salvataggio, riduzione della durata della febbre, della tosse, dell’uso di broncodilatatori e dell’assenteismo scolastico. Dati favorevoli sono riportati anche in bambini con wheezing e rinite allergica stagionale. Negli adulti con rinite allergica persistente, una formulazione intranasale a base di resveratrolo ha mostrato miglioramenti dei sintomi e della qualità di vita, con riduzione di IgE, IL-4, TNF-α ed eosinofili.
Un punto di partenza per la pratica ORL
Il consensus potrebbe rappresentare un primo passo verso una linea guida, ad oggi è certamente una sintesi multidisciplinare evidence-based su un dispositivo medico intranasale marcato CE secondo il regolamento europeo MDR 2017/745. Gli autori sottolineano anche il profilo favorevole di tollerabilità locale e generale emerso dagli studi clinici, senza eventi avversi gravi né segnali clinicamente rilevanti di irritazione o tossicità mucosale.
Per l’otorinolaringoiatra, il valore del documento è soprattutto quello di proporre una cornice razionale per l’impiego di un approccio locale multitarget in condizioni molto frequenti, come infezioni respiratorie ricorrenti e rinite allergica. Il consensus rappresenta il primo passaggio ufficiale di consenso multidisciplinare tra esperti sul ruolo della combinazione resveratrolo-carbossimetil-β-glucano nelle patologie delle alte vie aeree.
Per approfondire leggi il contenuto su https://linfovir.it/resveratrolo-carbossimetil-%ce%b2-glucano-intranasale-consensus-multidisciplinare-tra-novita-e-statement/