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Probiotico colonizza il naso e facilita benefici immunitari locali nei pazienti con rinocongiuntivite allergica

Probiotico colonizza il naso e facilita benefici immunitari locali nei pazienti con rinocongiuntivite allergica

Nuovo studio esplora la possibilità che specifici probiotici possano raggiungere e modulare direttamente il tratto respiratorio superiore.

In questo articolo

Nel panorama delle allergie respiratorie, la rinite allergica stagionale — comunemente nota come febbre da fieno — resta una delle condizioni più diffuse e fastidiose, con un impatto crescente sulla qualità di vita e sui costi sanitari. Nonostante l’efficacia dei trattamenti convenzionali, come antistaminici e corticosteroidi nasali, molti pazienti continuano a sperimentare sintomi non completamente controllati. Da questa evidenza nasce una domanda chiave: è possibile agire a monte dell’infiammazione allergica, modulando la risposta immunitaria e il microbioma locale delle vie respiratorie?

Un gruppo di ricerca dell’Università di Anversa guidato da Sarah Lebeer ha provato a rispondere a questa domanda in modo innovativo. Nel loro recente studio, pubblicato su Microbiology Spectrum , gli autori hanno testato se il probiotico modello Lacticaseibacillus rhamnosus GG — uno dei ceppi più studiati al mondo — potesse non solo sopravvivere al passaggio nel cavo orale, ma anche raggiungere la cavità nasale e influenzare la risposta immunitaria locale nei pazienti con rinocongiuntivite allergica stagionale.

Un’ipotesi ambiziosa

L’idea di utilizzare i probiotici per supportare la salute delle vie respiratorie non è nuova. Negli ultimi anni diversi studi hanno suggerito che alcune specie di Lactobacillus presenti naturalmente nel naso possano contribuire al mantenimento dell’equilibrio immunitario. Tuttavia, le sperimentazioni cliniche si sono concentrate quasi esclusivamente sulla somministrazione orale, con l’assunto che i benefici derivassero da un effetto sistemico mediato dall’asse intestino-polmone.

Il gruppo di Lebeer ha voluto capovolgere la prospettiva: invece di chiedersi cosa accade “a distanza”, si è chiesto se un probiotico assunto per bocca possa arrivare direttamente alle mucose delle vie aeree superiori, colonizzandole temporaneamente e generando un effetto locale. Per farlo, ha scelto una formulazione peculiare: tavolette masticabili a rilascio lento fornite da DSM iHealth, ciascuna contenente 10¹⁰ CFU di L. rhamnosus GG. A differenza delle capsule che vengono ingerite subito, le tavolette restano a lungo in bocca, permettendo un contatto prolungato con la mucosa orale e la possibilità di migrazione batterica verso la regione oronasofaringea e, potenzialmente, il naso.

Un trial rigoroso, doppio cieco e controllato con placebo

Lo studio è stato disegnato come trial randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo. Hanno partecipato 64 adulti con rinite allergica stagionale documentata (33 nel gruppo probiotico, 31 nel gruppo placebo), reclutati in due centri otorinolaringoiatrici in Belgio. Il trattamento è durato otto settimane, iniziando circa un mese prima della stagione del polline delle graminacee, con l’obiettivo di valutare un potenziale effetto preventivo.

Oltre alla sicurezza e alla tollerabilità, i ricercatori hanno monitorato tre dimensioni principali.

  • La presenza del probiotico nel tratto respiratorio superiore, mediante qPCR con primer specifici per il ceppo e sequenziamento 16S rRNA.
  • L’andamento dei sintomi allergici, misurato con il Total Nasal Symptom Score (TNSS), in relazione alle concentrazioni giornaliere di polline nell’aria.
  • I marcatori immunitari locali, come le citochine IL-4, IL-5 e IL-13, analizzati nella saliva e nel fluido nasale.

Il viaggio del probiotico: dal cavo orale al naso

I risultati sono stati sorprendenti. Dopo otto settimane di trattamento, L. rhamnosus GG è stato rilevato nell’orofaringe nel 77% dei partecipanti e nel nasofaringe nel 41% del gruppo probiotico. In confronto, nel gruppo placebo la presenza del ceppo era minima e statisticamente non significativa (P < 0.0001 per l’orofaringe, P = 0.02 per il nasofaringe).

Questi dati — confermati anche dal sequenziamento del microbioma — rappresentano una prima evidenza clinica che un probiotico assunto per via orale può effettivamente raggiungere il naso in quantità rilevabili e potenzialmente attive.

La colonizzazione è risultata temporanea, ma sufficiente a suggerire che la formulazione masticabile favorisca la ritenzione e il trasferimento del probiotico lungo il tratto respiratorio superiore. Un risultato che apre la strada a nuove strategie di somministrazione “nasale indiretta”, evitando la complessità regolatoria dei prodotti probiotici somministrati direttamente per via intranasale.

Benefici clinici sui sintomi allergici

L’aspetto clinicamente più rilevante riguarda il controllo dei sintomi allergici durante l’esposizione al polline. Dopo circa due settimane di trattamento, i partecipanti del gruppo probiotico hanno mostrato una riduzione progressiva del TNSS, in linea con una diminuzione soggettiva dei sintomi nasali (ostruzione, rinorrea, prurito, starnuti).

L’analisi statistica tramite modello lineare a effetti misti ha evidenziato un tempo minimo di trattamento di circa 15 giorni, con massimo beneficio intorno ai 29 giorni. L’effetto, tuttavia, tendeva a ridursi nei giorni di maggiore concentrazione pollinica o quando i pazienti assumevano farmaci di soccorso, come gli antistaminici.

Questi risultati suggeriscono che L. rhamnosus GG, assunto regolarmente in forma masticabile, può contribuire al controllo dei sintomi della rinite allergica stagionale, soprattutto nelle fasi iniziali e nei pazienti con forme moderate. Non si tratta di una sostituzione dei farmaci tradizionali, ma di un supporto funzionale complementare che agisce attraverso meccanismi immunomodulatori locali.

Effetti immunitari: una modulazione “sul posto”

Il team belga ha anche osservato una modulazione significativa delle citochine associate alla risposta Th2, tipicamente coinvolte nella cascata infiammatoria allergica.

Dopo otto settimane di trattamento, nel gruppo probiotico si è registrata una riduzione dell’interleuchina-4 (IL-4) nella saliva (P < 0.05) e una diminuzione marcata dell’interleuchina-13 (IL-13) nel fluido nasale (P < 0.0001).

Queste variazioni indicano una diminuzione della polarizzazione allergica locale, coerente con un effetto riequilibrante del microbiota sulle mucose respiratorie.

Il calo dell’IL-13 è stato rilevato anche nel gruppo placebo, probabilmente in relazione all’uso consentito di farmaci antiallergici. Tuttavia, la riduzione combinata di IL-4 e IL-13 nel gruppo probiotico sottolinea un effetto specifico del trattamento, difficilmente attribuibile al caso. Nessuna variazione significativa è stata invece osservata per l’IL-5.

Un nuovo modo di intendere i probiotici per le vie respiratorie

L’interpretazione dei dati va oltre il singolo ceppo. Come osservano gli autori, il concetto chiave è che il tratto respiratorio superiore può essere un bersaglio diretto dei probiotici, e non solo un beneficiario indiretto di effetti sistemici intestinali.

La possibilità di “nutrire” il microbioma del naso e della gola attraverso formulazioni orali mirate apre un nuovo fronte nella ricerca sul microbioma respiratorio.

Il risultato appare ancora più significativo se si considera che i tentativi precedenti di applicare probiotici direttamente nel naso, ad esempio tramite spray, non avevano mostrato colonizzazione persistente. L’approccio della tavoletta masticabile sembra superare questo ostacolo, sfruttando la fisiologia naturale del tratto oronasale per un trasferimento graduale e sicuro.

Limiti e prospettive future

Come ogni studio pionieristico, anche questo presenta dei limiti. Le analisi immunologiche e microbiologiche sono state condotte solo all’inizio e alla fine del periodo di trattamento, rendendo difficile osservare le dinamiche temporali più fini. Inoltre, alcuni partecipanti del gruppo probiotico utilizzavano corticosteroidi nasali già all’inizio dello studio, un fattore che potrebbe aver influenzato la risposta.

Nonostante ciò, il disegno sperimentale — randomizzato, controllato e in doppio cieco — conferisce solidità ai risultati.

Gli autori sottolineano anche che la colonizzazione del probiotico è temporanea e che i benefici richiedono una somministrazione continuativa per almeno due o tre settimane. Ciò non rappresenta una limitazione, ma una caratteristica comune ai probiotici: il loro effetto è tanto più stabile quanto più ne viene mantenuto il contatto con l’ambiente mucosale.

In conclusione, lo studio di De Boeck e colleghi offre la prima dimostrazione clinica che un probiotico assunto per via orale può raggiungere il naso e modulare l’immunità locale nei pazienti con rinite allergica stagionale.

I risultati aprono scenari interessanti per lo sviluppo di terapie probiotiche mirate al tratto respiratorio superiore, che potrebbero essere impiegate come coadiuvanti nelle allergie stagionali o come strategia preventiva nelle persone predisposte.

In prospettiva, la possibilità di “personalizzare” i probiotici per le vie respiratorie — scegliendo ceppi con specifiche capacità di adesione, colonizzazione e modulazione immunitaria — rappresenta una delle frontiere più promettenti della microbiologia applicata alla salute umana.

Come scrivono gli autori, “le terapie probiotiche o microbiotiche che mirano direttamente alle vie aeree meritano ulteriori indagini, in particolare in contesti preventivi e come integrazione alle terapie esistenti”.

E, forse, nel futuro prossimo, trattare un’allergia stagionale potrebbe significare non solo calmare un sintomo, ma ristabilire un equilibrio microbico perduto.

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