Negli ultimi anni l’arrivo dei farmaci biologici ha cambiato in modo significativo la gestione della poliposi nasale severa, aprendo per l’otorinolaringoiatra uno scenario clinico nuovo, fatto non solo di indicazione terapeutica ma anche di presa in carico continuativa del paziente.
Come spiega Giulia Gramellini, otorinolaringoiatra dell’Ospedale Niguarda di Milano, questi trattamenti hanno introdotto nella pratica ORL il tema della cronicità e della necessità di un monitoraggio strutturato, perché i pazienti candidati ai biologici sono spesso casi complessi, caratterizzati da comorbidità frequenti, come l’asma, e da un profilo clinico che richiede attenzione costante. L’obiettivo non è soltanto valutare la risposta alla terapia e il raggiungimento del controllo di malattia, ma anche riconoscere tempestivamente eventuali effetti collaterali e gestirli all’interno di un percorso condiviso.
In questo contesto, il follow-up multidisciplinare diventa un elemento essenziale della cura, coinvolgendo diverse figure specialistiche nella gestione di pazienti che non possono più essere letti attraverso una sola lente clinica.