/
/
Otorinolaringoiatria tra udito, rinosinusite e oncologia: la visione di una storica società internazionale di cultura latina

Otorinolaringoiatria tra udito, rinosinusite e oncologia: la visione di una storica società internazionale di cultura latina

La straordinaria ampiezza della disciplina otorinolaringoiatrica, in un dialogo costante con altre specialità mediche.

Durante il 47mo congresso Conventus Societas ORL Latina, che si è tenuto a Catania, The ENTologist ha chiesto a Salvatore Conticello, presidente onorario del congresso, di raccontarci le sue impressioni.

Nell’intervista, il professore presenta una delle più antiche società internazionali di otorinolaringoiatria, caratterizzata da una forte identità “latina”, che riunisce specialisti provenienti da Paesi europei e sudamericani, fino al prossimo congresso previsto in Romania. A partire da questa cornice, viene sottolineata la straordinaria ampiezza della disciplina otorinolaringoiatrica, che coinvolge organi sensoriali fondamentali – udito, olfatto, gusto e voce – e dialoga costantemente con molte altre specialità mediche, dall’apparato respiratorio e digerente fino alle neuroscienze.

Un primo focus riguarda l’udito: grazie alle tecnologie avanzate, come gli impianti cocleari, è sempre più evidente quanto la deprivazione uditiva condizioni la maturazione cerebrale e l’apprendimento, con ricadute non solo nei grandi deficit, ma anche nelle ipoacusie più lievi, che possono incidere sul rendimento scolastico.

Il secondo tema è la gestione delle rinosinusiti croniche nell’era degli anticorpi monoclonali: la discussione si concentra sull’equilibrio tra trattamento chirurgico e terapia biologica, sui costi per la sanità pubblica e sulla necessità di responsabilizzare il paziente alla corretta aderenza.

Infine, viene affrontata l’oncologia del distretto testa-collo, in particolare laringe e cavo orale, evidenziando la progressiva riduzione delle laringectomie totali a favore di interventi di preservazione d’organo e dell’uso mirato di radioterapia e radiodiagnostica. L’intervista si chiude ribadendo l’importanza di un approccio multidisciplinare, in cui più specialisti contribuiscono, con competenze complementari, alla gestione integrata dei pazienti.

Oppure effettua il login