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OSAS, verso una chirurgia sempre più personalizzata e mini-invasiva

OSAS, verso una chirurgia sempre più personalizzata e mini-invasiva

Lorenzo Pignataro, Policlinico di Milano, sottolinea come la gestione della sindrome delle apnee ostruttive del sonno richieda una valutazione fenotipica ed endotipica del paziente.

L’OSAS è oggi riconosciuta come una patologia di crescente rilevanza clinica e sociale, anche per le sue implicazioni sulla sonnolenza diurna e sul rischio di incidenti stradali. 

In questa intervista, Lorenzo Pignataro, otorinolaringoiatra del Policlinico di Milano, sottolinea come la gestione della sindrome delle apnee ostruttive del sonno richieda un percorso diagnostico accurato, basato non solo sulla sleep endoscopy per identificare le sedi del collasso, ma anche su una valutazione fenotipica ed endotipica del paziente. Proprio questa caratterizzazione più approfondita consente oggi di orientare strategie terapeutiche sempre più mirate. Sul fronte chirurgico, l’evoluzione punta a tecniche meno invasive e più personalizzate: tra queste, la chirurgia barbed, sviluppata per la prima volta al mondo al Policlinico di Milano, rappresenta un approccio non resettivo che agisce sul tensionamento del palato e delle aree di collasso. 

Nei casi più complessi, soprattutto nelle forme gravi con coinvolgimento di ipofaringe e laringe, si aprono inoltre nuove prospettive con la chirurgia robotica, inclusi sistemi single port dedicati.

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