Durante il 47mo congresso Conventus Societas ORL Latina, che si è tenuto a novembre a Catania, The ENTologist ha chiesto a Mariaconsiglia Santantonio, otorinolaringoiatra del policlinico Gemelli di Roma e membro del direttivo SIOP, di analizzare il ruolo crescente dei nutraceutici in otorinolaringoiatria, in un contesto di forte espansione del mercato e di crescente domanda da parte dei pazienti. L’autrice sottolinea come il successo di questi prodotti non dipenda solo dalla loro potenziale efficacia, ma soprattutto dal profilo di sicurezza percepito come superiore rispetto ai farmaci da banco convenzionali, nonostante un costo mediamente più elevato. In ambito ORL vengono discussi diversi principi attivi di origine naturale: la bromelina, utilizzata come antiedemigena soprattutto in distretti a contatto con strutture ossee, dove l’edema è più sintomatico; l’acido glicirretico derivato dalla liquirizia, efficace in alcune patologie rinologiche croniche grazie al blocco dell’HMGB1 extracellulare; estratti di aglio, che in studi clinici hanno mostrato un’efficacia paragonabile agli anestetici locali nel trattamento di alcune otiti esterne. Vengono citati anche altri estratti vegetali (echinacea, calendula, camomilla) come esempi di un arsenale ampio, ma da usare con criterio, sulla base del disturbo biochimico e fisiopatologico sottostante.
La relazione evidenzia tuttavia un limite rilevante: la letteratura scientifica sui nutraceutici, pur numerosa (tinnito, vertigini, rinite vasomotoria, rinite atrofica e altre patologie ORL), è caratterizzata da risultati spesso discordanti per difetti di disegno degli studi, scarsa stratificazione dei pazienti e popolazioni eterogenee. Per questo l’intervistata invita a non considerare il nutraceutico come un “farmaco light”: a differenza dei farmaci, che in ORL possono avere azioni rapide e plurime (come gli steroidi nasali), i nutraceutici richiedono una prescrizione estremamente selettiva, fondata più sulla comprensione del meccanismo d’azione che su dati di efficacia generalizzabili. In conclusione, pur riconoscendo come i pazienti siano disposti a investire in questi prodotti e come il mercato sia in forte crescita, il messaggio ai colleghi ORL è chiaro: i nutraceutici possono rappresentare un valido alleato solo se inseriti in un percorso terapeutico personalizzato, con una curata selezione del paziente in base alla patologia e al correlato assetto fisiopatologico.