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Nasce l’Intergruppo parlamentare “Benessere acustico”: il rumore entra nell’agenda della salute pubblica

Nasce l’Intergruppo parlamentare “Benessere acustico”: il rumore entra nell’agenda della salute pubblica

Una piattaforma interistituzionale per valorizzare l’expertise ORL nelle politiche di prevenzione del danno da rumore.

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Il rumore non è solo un fastidio di sottofondo. È un determinante di salute a tutti gli effetti, capace di interferire con il sonno, aumentare lo stress, contribuire al rischio cardiovascolare e, sempre più spesso, viene chiamato in causa anche come possibile co-fattore in disturbi neurodegenerativi. Nonostante questo, nella pratica clinica e nelle politiche sanitarie l’inquinamento acustico continua a essere percepito come un tema marginale.

Un nuovo spazio di dialogo tra Parlamento, comunità scientifica e società civile

Proprio per colmare questo gap nasce l’Intergruppo parlamentare “Benessere acustico”, un nuovo organismo trasversale che punta a riportare il rumore e la salute uditiva al centro dell’agenda istituzionale. L’iniziativa è stata promossa dall’onorevole Luciano Ciocchetti, vicepresidente della Commissione Affari Sociali, con il sostegno di Udito Italia, onlus impegnata da anni nella sensibilizzazione sulla prevenzione uditiva. La presentazione ufficiale si è svolta a Roma, nella Sala Tatarella della Camera dei Deputati, alla presenza, tra gli altri, dell’onorevole Nazario Pagano, presidente della Commissione Affari Costituzionali, del giornalista di Rainews24 Alberto Puoti, della presidente di Udito Italia Valentina Faricelli e della presidente del Comitato scientifico dell’associazione, Marcella Marletta.

Fin dall’inizio, il messaggio lanciato durante l’evento è stato chiaro: l’udito non è un semplice canale sensoriale, ma la porta d’ingresso con cui costruiamo la nostra prima memoria. I suoni si imprimono nel cervello prima delle immagini e contribuiscono a modellare personalità, comportamento e qualità della vita molto più di quanto siamo abituati a riconoscere. In questo quadro, l’inquinamento acustico, indicato dall’Agenzia Europea per l’Ambiente come il secondo fattore ambientale più dannoso per la salute dopo l’inquinamento atmosferico, appare decisamente sottovalutato.

L’Intergruppo “Benessere acustico” nasce dunque con l’obiettivo di creare una piattaforma stabile di confronto tra Parlamento, comunità scientifica, imprese, associazioni e cittadini. L’idea di fondo è quella di promuovere una vera e propria “cultura dell’ascolto”, in linea con la definizione di salute dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, intesa come pieno benessere fisico, mentale e sociale, superando una visione riduttiva della salute uditiva limitata alle sole ipoacusie diagnosticate in ambulatorio.

Rumore: un rischio ambientale ancora sottostimato

Durante la presentazione è stato più volte sottolineato come gli effetti del rumore sulla salute siano ormai ben documentati: disturbi del sonno, incremento dello stress, alterazioni neurovegetative, aumento del rischio cardiovascolare, oltre a un progressivo deterioramento uditivo anche in età lavorativa. Un aspetto particolarmente rilevante per chi si occupa di clinica è che molte di queste conseguenze emergono già a livelli di esposizione inferiori ai limiti fissati dalla normativa italiana, pari a 65 dB di giorno e 55 dB di notte. Si tratta quindi di un problema che non riguarda solo ambienti “estremi”, ma anche scenari urbani o domestici che molti cittadini vivono quotidianamente.

Tra le sorgenti più impattanti, i promotori hanno individuato, in particolare, i trasporti: traffico stradale, ferroviario e aereo. In Europa milioni di persone sono cronicamente esposte al rumore del traffico, con evidenti difficoltà nel raggiungere l’obiettivo fissato dalla Commissione Europea di ridurre, entro il 2030, il numero di cittadini disturbati da queste emissioni. È chiaro a tutti che azzerare l’inquinamento acustico è impossibile; tuttavia, investire in prevenzione significa proteggere la salute e migliorare la qualità della vita nelle città. Qui il passaggio culturale è decisivo: la prevenzione del danno da rumore deve essere considerata non come un costo, ma come un investimento strategico e intergenerazionale.

Tre direttrici di lavoro e un tavolo permanente

L’attività dell’Intergruppo è stata delineata lungo tre assi principali, strettamente interconnessi tra loro. Il primo riguarda la salute e la prevenzione del danno da rumore, con la volontà di rafforzare la collaborazione con la comunità scientifica, le scuole, le imprese biomedicali e le istituzioni, per dare continuità alle iniziative di sensibilizzazione e costruire percorsi concreti di diagnosi precoce e accesso alle cure. Il secondo asse guarda alle politiche e alla pianificazione, puntando a inserire il tema del rumore in modo organico nelle scelte che riguardano urbanistica, mobilità, organizzazione del lavoro e gestione degli spazi pubblici. Il terzo versante, infine, è quello della qualità acustica degli ambienti di vita: abitazioni, luoghi di lavoro, scuole, spazi ricreativi, con una particolare attenzione agli standard OMS per sale da concerto, ristoranti, discoteche e altri contesti in cui l’esposizione sonora è spesso molto elevata e scarsamente regolata.

Per dare continuità a queste linee di azione e trasformarle in misure concrete, è prevista la costituzione di un Tavolo di lavoro permanente, formato dai membri dell’Intergruppo e da un Comitato tecnico, aperto alla partecipazione di rappresentanti dei corpi intermedi, società scientifiche, ordini professionali, esperti tecnici e dirigenti dei ministeri competenti (Ricerca, Istruzione, Salute, Welfare, Trasporti). Questo approccio vuole facilitare una governance condivisa del problema, evitando interventi frammentati e poco coordinati.

Perdita uditiva: terza causa di disabilità globale

Sul piano epidemiologico e sociale, i promotori hanno ricordato un dato che dovrebbe far riflettere chiunque si occupi di salute: la perdita uditiva rappresenta oggi la terza causa di disabilità al mondo. Non si tratta di un problema esclusivamente “audiologico”, ma di una condizione che incide profondamente sulla vita familiare, educativa, lavorativa e sociale. Il deficit uditivo si associa frequentemente a isolamento, difficoltà relazionali, rallentamento nell’apprendimento nei bambini, riduzione della produttività e del benessere lavorativo negli adulti, ritiro sociale negli anziani. L’OMS stima in circa mille miliardi di dollari l’anno i costi globali legati alla perdita uditiva non trattata adeguatamente, tra spese sanitarie, mancata produttività e ricadute sociali indirette.

In questo scenario, l’Intergruppo si impegna a promuovere politiche di prevenzione e di consapevolezza che possano ridurre l’impatto del danno uditivo sulla popolazione e garantire un accesso più ampio e tempestivo alla cura e alla protezione dell’udito in tutte le fasce d’età. Un obiettivo implicito, ma centrale, è anche la riduzione dello stigma associato alla perdita uditiva e all’uso di ausili, ancora fortemente presente nella percezione comune e, talvolta, interiorizzato dagli stessi pazienti.

Cosa significa, in pratica, per i medici e per gli specialisti ORL

Per i medici, e in particolare per gli specialisti ORL, l’avvio dell’Intergruppo “Benessere acustico” rappresenta un’occasione rilevante. Da un lato, offre la possibilità di rafforzare il ponte tra evidenze cliniche e politiche sanitarie, portando in sede istituzionale dati, esperienze e criticità riscontrate ogni giorno in ambulatorio. Dall’altro, apre spazi per promuovere programmi di screening mirati nelle popolazioni più esposte, per strutturare percorsi diagnostico-terapeutici condivisi sul danno da rumore, per contribuire alla formazione e all’educazione sanitaria di pazienti, famiglie, scuole e aziende.

L’iniziativa richiama anche la necessità di una maggiore integrazione tra la medicina clinica e la salute pubblica: il rumore non riguarda solo l’orecchio, ma il benessere complessivo della persona lungo tutto l’arco della vita. L’attenzione alla qualità acustica degli ambienti, ai livelli di esposizione professionale, all’uso corretto dei dispositivi di protezione, all’accesso agevole a protesi e percorsi riabilitativi diventa parte integrante di una presa in carico moderna del paziente con rischio o danno uditivo.

La nascita dell’Intergruppo parlamentare “Benessere acustico” e del relativo Tavolo permanente rappresenta quindi un segnale politico importante: per la prima volta, il tema del rumore viene riconosciuto in modo esplicito come priorità di salute. Per chi lavora in ambito otorinolaringoiatrico e più in generale per tutti i professionisti della salute, sarà fondamentale seguire da vicino l’evoluzione di questo percorso, partecipando attraverso società scientifiche e ordini professionali alla definizione di standard, raccomandazioni e buone pratiche.

Su ENTologist.com continueremo a raccontare gli sviluppi di questa iniziativa, con l’obiettivo di offrire ai clinici strumenti aggiornati per integrare il benessere acustico nella pratica quotidiana e contribuire, con la loro esperienza sul campo, a orientare le scelte di sanità pubblica dei prossimi anni.

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