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La rinosinusite cronica può alterare il microbiota intestinale?

La rinosinusite cronica può alterare il microbiota intestinale?

Sono state osservate variazioni a carico di alcuni gruppi batterici appartenenti soprattutto ai Proteobacteria e ai Bacteroidetes.

In questo articolo

La rinosinusite cronica potrebbe influenzare la composizione del microbiota intestinale, favorendo alterazioni riconducibili a una condizione di disbiosi. In particolare, sono state osservate variazioni a carico di alcuni gruppi batterici appartenenti soprattutto ai Proteobacteria e ai Bacteroidetes. È quanto emerge da una ricerca coordinata da Ke-Shuang Wang, della Southern Medical University di Guangzhou, in Cina, e pubblicata sul Brazilian Journal of Otorhinolaryngology.

Rinosinusite, microbiota e risposta immunitaria

La rinosinusite cronica, nota anche con l’acronimo CRS, è una patologia infiammatoria delle cavità nasali e dei seni paranasali che colpisce circa il 5-12% della popolazione. È caratterizzata da sintomi persistenti, come congestione nasale, rinorrea e alterazione dell’olfatto, che durano per più di 12 settimane e possono avere un impatto rilevante sulla qualità di vita.

Negli ultimi anni, l’attenzione della ricerca si è spostata sempre più sul possibile ruolo del microbioma nella CRS. Il microbioma umano, sia a livello intestinale sia nella cavità nasale, contribuisce infatti alla regolazione della risposta immunitaria e alla protezione nei confronti di microrganismi potenzialmente patogeni. Alcuni studi hanno già mostrato che, nei pazienti con rinosinusite cronica, il microbiota nasale può presentare una composizione diversa rispetto a quella dei soggetti sani, con la presenza di generi batterici come Corynebacterium e Staphylococcus. Anche il microbiota intestinale sembra variare in modo significativo, soprattutto nei pazienti con CRS associata a polipi nasali.

Tra le alterazioni già descritte in letteratura figurano, per esempio, un aumento di Saccharopolyspora e una riduzione di batteri appartenenti alle famiglie Ruminococcaceae e Bifidobacterium. Rimaneva tuttavia da chiarire se queste variazioni fossero semplicemente associate alla malattia o se potessero indicare un legame più diretto tra rinosinusite cronica e alterazione del microbiota intestinale.

Per approfondire questo aspetto, i ricercatori hanno utilizzato un approccio di randomizzazione mendeliana, un metodo che consente di valutare possibili relazioni causali sfruttando dati genetici. L’analisi è stata condotta a partire dal database pubblico FinnGen e ha incluso circa 18 mila casi di rinosinusite cronica e oltre 300 mila controlli.

Cosa emerge da questo studio

I risultati hanno indicato una possibile relazione causale tra CRS e 12 taxa del microbiota intestinale. Le alterazioni più rilevanti riguardano alcuni gruppi appartenenti ai Proteobacteria e ai Bacteroidetes. In particolare, la rinosinusite cronica è risultata associata a un aumento di taxa come Deltaproteobacteria, Desulfovibrionales, Desulfovibrionaceae, Bilophila e un taxon non classificato appartenente a Bilophila. Al contrario, è stata osservata una riduzione di altri Proteobacteria, tra cui Gammaproteobacteria, Pasteurellales, Pasteurellaceae, Haemophilus e Haemophilus parainfluenzae.

Lo studio ha inoltre evidenziato un’associazione con l’aumento di Alistipes indistinctus e Odoribacter splanchnicus, entrambi appartenenti al gruppo dei Bacteroidetes. Questi dati suggeriscono che la CRS possa influenzare non solo il microbiota delle vie respiratorie superiori, ma anche l’equilibrio microbico intestinale.

Un ulteriore elemento emerso dall’analisi riguarda le vie metaboliche associate al microbiota. I ricercatori hanno identificato 21 pathway potenzialmente influenzati dalla rinosinusite cronica. Alcuni risultavano ridotti, come la biosintesi di UDP-N-acetil-D-glucosamina, mentre altri apparivano aumentati, tra cui la biosintesi di NAD+ a partire dall’aspartato. Questi risultati sono stati confermati anche da ulteriori analisi di controllo.

Conclusioni

Nel complesso, lo studio rafforza l’ipotesi che la rinosinusite cronica non sia una condizione limitata esclusivamente alle vie nasali e paranasali, ma possa inserirsi in un quadro più ampio di interazioni tra infiammazione, sistema immunitario e microbiota intestinale. Le evidenze ottenute indicano alterazioni specifiche di alcune specie batteriche e di vie metaboliche microbiche, suggerendo un possibile coinvolgimento dell’asse naso-intestino nella CRS.

Saranno tuttavia necessari ulteriori studi per chiarire i meccanismi biologici alla base di questa relazione e per capire se le alterazioni del microbiota possano diventare, in futuro, un bersaglio utile per migliorare diagnosi e trattamento della disbiosi associata alla rinosinusite cronica.

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