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La dimensione “sistemica” dei disturbi respiratori nel sonno: endotelio, infiammazione e microbiota

La dimensione “sistemica” dei disturbi respiratori nel sonno: endotelio, infiammazione e microbiota

Maria Pia Villa, pediatra dell'Università Sapienza di Roma, ci racconta la sua esperienza clinica sulle apnee ostruttive in ambito pediatrico.

Durante il 47° Congresso della Societas ORL Latina, tenutosi a Catania a novembre 2025, The Entologist ha chiesto a Maria Pia Villa, pediatra dell’Università Sapienza di Roma, di raccontarci la sua esperienza clinica sulle apnee ostruttive in ambito pediatrico.

Nel bambino i cosiddetti episodi di “apnea ostruttiva” rappresentano spesso solo l’estremo di uno spettro più ampio di disturbi respiratori nel sonno, che include russamento, ipoventilazione e aumento dello sforzo respiratorio notturno. In questo quadro, le diverse entità cliniche condividono una rilevanza simile perché convergono su conseguenze potenzialmente severe: l’ipossia intermittente e la frammentazione dell’architettura del sonno alimentano una sindrome infiammatoria sistemica particolarmente critica in un organismo in crescita. 

Le ricadute possono coinvolgere funzioni cognitive (con deficit non sempre completamente reversibili), sistema cardiocircolatorio ed equilibrio metabolico, con il rischio di “consegnare” all’età adulta un profilo di vulnerabilità già strutturato. I principali fattori di rischio comprendono l’ipertrofia adeno-tonsillare, ma l’intervista sottolinea l’importanza di una valutazione integrata che includa anche la “casa” anatomica delle tonsille, ovvero la morfologia cranio-facciale e stomatognatica: discrepanze come retroposizione mandibolare, mascella contratta e palato stretto possono ridurre le cavità nasali, favorire respirazione orale precoce e contribuire a un circolo vizioso di alterazioni funzionali e strutturali. 

A questi elementi si aggiungono lassità neuromuscolare individuale, obesità (con restringimento delle vie aeree anche “dall’esterno” e frequente coesistenza di altri fattori) e rinite allergica persistente, che compromette la respirazione nasale. 

Un focus specifico riguarda il microbiota intestinale, descritto come altamente sensibile alle oscillazioni di ossigeno: l’ipossia/rioxygenazione può aumentare lo stress ossidativo e associarsi a riduzione della biodiversità, perdita di funzioni metaboliche utili (es. produzione di butirrati e vitamine), incremento di segnali pro-infiammatori e possibile alterazione della permeabilità di barriera, con ulteriore amplificazione dell’infiammazione sistemica. 

In questa prospettiva, intervenire sul microbiota attraverso correzione dietetica e supporti mirati (postbiotici come butirrato/acetato, prebiotici, probiotici) viene proposto come strategia complementare per attenuare l’infiammazione e “guadagnare tempo” nel controllo delle conseguenze, in attesa o in parallelo a interventi causali (chirurgia adeno-tonsillare, terapia ortodontica) non sempre immediati.

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