/
/
Ipoacusia improvvisa: quando l’udito svanisce rapidamente

Ipoacusia improvvisa: quando l’udito svanisce rapidamente

Perdita dell’udito improvvisa? Intervenire con la giusta diagnosi è essenziale per prevenire la sordità permanente: scopri i segnali da non sottovalutare.

In questo articolo

La perdita uditiva improvvisa (detta anche sordità improvvisa) è una condizione che può manifestarsi senza preavviso, con un calo significativo della capacità di sentire da un momento all’altro o nell’arco di poche ore. Si tratta di un fenomeno relativamente raro, ma che può avere un forte impatto sulla qualità della vita e, in assenza di intervento tempestivo, lasciare esiti permanenti.

Che cos’è la perdita uditiva improvvisa?

Dal punto di vista medico, si parla di ipoacusia improvvisa quando si verifica una perdita neurosensoriale dell’udito superiore ai 30 decibel, su almeno tre frequenze adiacenti rilevate con l’esame audiometrico. Questo significa che i recettori presenti nella coclea – la parte dell’orecchio interno responsabile della trasformazione dei suoni in segnali nervosi – non funzionano correttamente.

La maggior parte dei casi riguarda un solo orecchio, ma non è esclusa la possibilità che siano coinvolti entrambi. L’incidenza varia a seconda delle fonti, ma nei paesi industrializzati si stima che circa una persona su 3.000 venga colpita ogni anno. Il fenomeno è più comune negli adulti tra i 40 e i 55 anni, mentre è piuttosto raro in bambini e giovani. Colpisce uomini e donne in egual misura.

Quali sono le possibili cause?

Non tutte le perdite uditive improvvise hanno origine grave: a volte possono essere semplicemente causate da un tappo di cerume o da un’infiammazione del condotto uditivo esterno. In questi casi, però, il calo uditivo è transitorio e facilmente risolvibile. La situazione cambia quando il problema ha origine a livello dell’orecchio interno: in questi casi si parla di ipoacusia percettiva, che può essere ben più seria.

Purtroppo, nell’ampia maggioranza dei casi (circa il 90%), la causa rimane sconosciuta. Quando invece è possibile risalire a un fattore scatenante, le cause più comuni includono:

  • infezioni virali e sistemiche (ad esempio Herpes simplex, citomegalovirus, rosolia, HIV, mononucleosi, toxoplasmosi, meningite)
  • traumi (cranici, fratture temporali, barotraumi da immersione, chirurgia otologica)
  • problemi vascolari a carico del microcircolo cocleare, in grado di interrompere il flusso sanguigno all’orecchio interno
  • patologie autoimmuni (come lupus, sindrome di Cogan, malattie autoimmuni dell’orecchio)
  • disturbi neurologici (come la sclerosi multipla o la neurosarcoidosi)
  • ototossicità da farmaci
  • neoplasie (ad esempio neurinomi acustici, linfomi, meningiomi)

Alcuni fattori di rischio aumentano la probabilità di incorrere in questa condizione, tra cui: ipertensione, ipercolesterolemia, diabete, obesità, sedentarietà, fumo, stress e l’esposizione cronica a forti rumori senza protezioni adeguate.

Come si manifesta la sordità improvvisa?

Il segnale più evidente è la comparsa repentina di una riduzione uditiva, in un solo orecchio o – più raramente – in entrambi. Il suono può apparire ovattato, lontano, e le parole degli altri diventano difficili da comprendere, soprattutto al telefono. Nei casi più gravi la perdita è totale e può insorgere in pochi minuti.

Spesso compaiono anche altri sintomi associati, come acufeni (ronzii o fischi nell’orecchio), sensazione di orecchio pieno o sotto pressione, vertigini, instabilità o capogiri, nausea o disorientamento.

Di norma non si avverte dolore. La variabilità nella gravità dei sintomi è ampia: alcune persone lamentano una riduzione lieve e temporanea, altre sperimentano una sordità completa.

In presenza di questi segnali, è fondamentale rivolgersi quanto prima a uno specialista in otorinolaringoiatria. Il tempo è un fattore cruciale: un intervento precoce può fare la differenza tra un recupero completo e una perdita uditiva permanente.

Come si effettua la diagnosi?

Spesso chi sperimenta un calo improvviso dell’udito lo attribuisce erroneamente a un tappo di cerume, ritardando la diagnosi corretta. Per questo è importante una valutazione specialistica tempestiva.

Il percorso diagnostico:

  • Visita otorinolaringoiatrica, con raccolta dell’anamnesi e valutazione dei sintomi
  • Otoscopia, per controllare eventuali ostruzioni o alterazioni del condotto uditivo
  • Esami audiometrici (audiometria tonale e vocale, impedenzometria, potenziali evocati, emissioni otoacustiche)
  • Test vestibolari, se presenti vertigini
  • Timpanometria, utile per valutare la mobilità del timpano e identificare eventuali perforazioni

In alcuni casi si ricorre anche a esami di imaging (TC o risonanza magnetica con contrasto), soprattutto per escludere lesioni tumorali che possano coinvolgere il nervo acustico. Se si sospetta un’origine infettiva, si possono prescrivere anche analisi del sangue mirate.

Quali sono le opzioni terapeutiche?

Circa il 50% delle persone colpite da ipoacusia improvvisa – specialmente se monolaterale – va incontro a un miglioramento spontaneo in tempi rapidi. Tuttavia, in circa un quarto dei casi il danno resta permanente.

Quando è nota una causa precisa, il trattamento sarà mirato a eliminarla: ad esempio, interrompere un farmaco ototossico, trattare un’infezione o intervenire su un tumore. Nella maggior parte dei casi, però, la causa rimane sconosciuta e si procede con terapie empiriche.

Il trattamento di prima scelta è la somministrazione di corticosteroidi, per via sistemica o locale (iniezione intratimpanica), che aiutano a ridurre l’infiammazione e favorire il recupero della funzione cocleare. A volte si associano farmaci vasoattivi per migliorare la microcircolazione dell’orecchio interno.

Se la risposta ai farmaci è scarsa, si può valutare l’ossigenoterapia iperbarica: il paziente respira ossigeno puro in una camera pressurizzata, favorendo l’ossigenazione delle cellule cocleari. Anche se non priva di effetti collaterali, questa procedura può migliorare le chance di recupero.

Nei casi in cui la perdita uditiva persiste, è possibile ricorrere all’uso di protesi acustiche per compensare il deficit.

Si può prevenire?

Poiché le cause sono spesso sconosciute, non esiste un protocollo di prevenzione certo. Tuttavia, adottare uno stile di vita sano – che protegga il sistema cardiovascolare – può ridurre il rischio, così come evitare l’esposizione a rumori intensi senza protezione.

In sintesi, di fronte a un calo improvviso dell’udito, non bisogna aspettare: il consulto rapido con uno specialista può evitare conseguenze irreversibili.

Oppure effettua il login