In occasione del XIV Convegno Annuale del GLO – Gruppo Lombardo Otorinolaringoiatri, Laura Della Vecchia, otorinolaringoiatra dell’Azienda Ospedaliera-Universitaria Ospedale di Circolo e Fondazione Macchi, ha richiamato l’attenzione sul ruolo crescente della medicina di genere nella pratica clinica quotidiana.
Al centro della riflessione, la necessità di superare un modello tradizionalmente androcentrico della medicina per adottare una visione più ampia e realmente olistica della persona assistita. In ambito otorinolaringoiatrico, questo significa riconoscere che diagnosi, trattamenti medico-chirurgici e terapie farmacologiche possono richiedere valutazioni differenti in funzione del sesso e del genere, tenendo conto non solo degli aspetti biologici, ma anche di quelli psicosociali. Il contesto sociale, culturale, politico ed educativo in cui vive la paziente, così come i fenomeni migratori e le condizioni di accesso alle cure, entrano infatti a pieno titolo nella definizione di un approccio clinico più appropriato. Secondo Della Vecchia, la medicina di genere impone quindi una prospettiva multidisciplinare e interdisciplinare, capace di coinvolgere tutte le specialità in un modello di presa in carico fondato sull’equità più che sulla semplice uguaglianza.
Questo orientamento non rappresenta solo un avanzamento culturale e professionale, ma anche una scelta strategica in termini di governance sanitaria, perché consente di affinare il controllo degli outcome e di destinare in modo più efficace le risorse economiche e umane, con l’obiettivo finale di migliorare la qualità dell’assistenza.