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CyberKnife nello schwannoma vestibolare: tumore sotto controllo nel 96% dei pazienti

CyberKnife nello schwannoma vestibolare: tumore sotto controllo nel 96% dei pazienti

La radiochirurgia stereotassica con CyberKnife offre, nei pazienti con schwannoma vestibolare, un elevato controllo locale della malattia e una buona probabilità di conservare un udito utile.

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La radiochirurgia stereotassica con CyberKnife offre, nei pazienti con schwannoma vestibolare, un elevato controllo locale della malattia e una buona probabilità di conservare un udito utile: è questa la conclusione principale della revisione sistematica con metanalisi pubblicata su Neurosurgery Practice e coordinata da Michael T. Lawton del St. Joseph’s Hospital and Medical Center di Phoenix. 

Nell’analisi aggregata di 15 studi e 2.018 pazienti, il controllo tumorale all’ultimo follow-up è risultato pari al 96%, mentre il 73% dei pazienti con udito utile al basale ha mantenuto la funzione uditiva dopo il trattamento. Gli autori concludono che il sistema CyberKnife rappresenta un’opzione ragionevole e sicura, soprattutto nei pazienti con tumori piccoli e udito preservato, pur sottolineando che gli esiti a lungo termine restano ancora poco documentati. 

Una metanalisi su 15 studi e oltre duemila pazienti

Lo schwannoma vestibolare è il tumore più frequente dell’angolo ponto-cerebellare. Con la crescente disponibilità di imaging neuroradiologico ad alta risoluzione, la sua identificazione è diventata più frequente, soprattutto nei soggetti anziani con lesioni piccole, asintomatiche o paucisintomatiche. In questo scenario la radiochirurgia stereotassica rappresenta una strategia ampiamente utilizzata, in casi selezionati, come alternativa sia all’osservazione sia alla microchirurgia. 

Lo studio ha raccolto i dati disponibili in letteratura su pazienti con schwannoma vestibolare sottoposti a radiochirurgia stereotassica con CyberKnife, selezionando 15 studi pubblicati tra il 2004 e il 2023 e relativi a periodi di osservazione compresi tra il 1998 e il 2018. Nel complesso, la popolazione analizzata comprendeva 2.018 pazienti, con età media di 60,2 anni. Il follow up medio complessivo era di 40 mesi, con un intervallo molto ampio tra gli studi, compreso tra 6 e 120 mesi. 

Controllo locale elevato, ma il lungo termine resta poco definito

Il dato più solido che emerge dalla metanalisi riguarda il controllo tumorale: alla fine del follow up, il tasso medio di controllo locale è stato del 96%. Gli autori non hanno osservato differenze significative tra gli studi pubblicati prima del 2014 e quelli successivi, suggerendo una sostanziale stabilità dei risultati nel tempo. 

Tuttavia, sono risultati scarsi gli studi con dati di follow up oltre i 10 anni: per questo motivo la revisione non consente di definire con precisione il controllo locale di lungo periodo. È un limite rilevante, perché nella pratica clinica la gestione dello schwannoma vestibolare richiede valutazioni che si estendono spesso su archi temporali molto lunghi. 

Preservazione dell’udito: risultato favorevole, ma con variabilità

Sul fronte audiologico, il 73% dei pazienti con udito utile al basale ha conservato la funzione uditiva all’ultimo controllo. Gli studi inclusi utilizzavano però scale diverse per definire la preservazione uditiva, limitando così il confronto dei risultati. 

Inoltre, gli autori segnalano che, nei pochi studi con follow up di almeno 5 anni, l’udito utile tendeva a ridursi progressivamente; nei lavori con oltre 10 anni di osservazione, la quota di pazienti con preservazione uditiva risultava pari al 23%. Il messaggio, quindi, è che il dato del 73% fotografa soprattutto esiti di breve-medio termine più che una stabilità audiologica garantita nel lungo periodo. 

Complicanze e implicazioni cliniche

Le complicanze maggiori riportate più spesso dopo radiochirurgia stereotassica con CyberKnife sono state: neuropatia facciale nell’1,4% dei casi, nevralgia trigeminale nell’1,3% e idrocefalo nello 0,5%. Anche i regimi di dose e frazionamento variavano sensibilmente da studio a studio, con schemi terapeutici da 1 a 5 frazioni e dose marginale compresa tra 1,9 e 25,78 Gy. Secondo gli autori, questa eterogeneità impedisce di identificare con certezza un protocollo ottimale. 

Nel complesso, la revisione propone il sistema CyberKnife come un’opzione terapeutica valida nei pazienti con schwannoma vestibolare di piccole dimensioni e udito conservato, con risultati complessivamente paragonabili a quelli riportati in letteratura per GammaKnife. Per confermare questi dati saranno necessari ulteriori studi prospettici, più robusti, con endpoint audiometrici uniformi e follow up prolungati.

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