Durante il 47mo congresso Conventus Societas ORL Latina, che si è tenuto a novembre a Catania, The ENTologist ha chiesto a Giuseppe Mario Galfano, otorinolaringoiatra dell’Ospedale Cervello di Palermo, di ripercorrere l’evoluzione della chirurgia robotica in ambito otorinolaringoiatrico, dagli esordi, nei primi anni 2000 con le prime piattaforme Da Vinci, fino alla quarta generazione attuale.
Pur essendo nata per l’urologia, la chirurgia robot-assistita trova oggi applicazione in una nicchia di pazienti ORL accuratamente selezionati, soprattutto per tumori T2 e T3 non estesi dell’orofaringe, della base della lingua e della laringe, in particolare a livello sovraglottico. L’impiego del robot offre una visione tridimensionale ingrandita, estrema precisione nei movimenti, ridotto sanguinamento intraoperatorio e un significativo contenimento dei tempi di degenza, con dimissione spesso dopo pochi giorni. Nei tumori laringei selezionati consente di preservare voce e deglutizione, spesso evitando la tracheotomia, e di associare, quando necessario, lo svuotamento laterocervicale con accessi “nascosti” retroauricolari simil-lifting, eliminando cicatrici visibili e favorendo una rapida ripresa della vita di relazione.
Un ulteriore ambito di utilizzo è rappresentato dalla chirurgia dello spazio parafaringeo, un’area tridimensionale complessa che si estende lateralmente al faringe fino alla base cranica, dove la via robotica permette di trattare con degenza breve tumori glomici, lesioni di origine neurogena (come i neurinomi del vago) e adenomi pleomorfi del lobo profondo della parotide, con ottimi risultati sia funzionali sia estetici. La chirurgia robotica trova inoltre applicazione selettiva in alcuni casi di patologia tiroidea non estesa al mediastino, affrontati per via transascellare: questo accesso garantisce una cicatrice nascosta nel cavo ascellare e può ridurre il rischio di lesione dei nervi ricorrenti e di ipoparatiroidismo post-operatorio, pur richiedendo ghiandole di dimensioni contenute e l’esclusione di gozzi voluminosi o mergenti.
Nel complesso, la chirurgia robotica in ORL e in chirurgia tiroidea viene presentata come uno strumento altamente specialistico, da riservare a indicazioni ben definite, capace di coniugare radicalità oncologica, preservazione funzionale e ottimo risultato estetico.