Una meta-analisi a rete pubblicata su Allergy e condotta da Bernardo Sousa-Pinto (University of Porto, Portogallo), nell’ambito del lavoro del panel delle linee guida ARIA 2024, ha identificato l’associazione azelastina-fluticasone come il trattamento intranasale più efficace per la rinite allergica stagionale (SAR). Il fluticasone furoato, invece, è risultato particolarmente efficace nel migliorare la qualità della vita nei pazienti con SAR e rinite allergica perenne (PAR).
Entrambi i farmaci hanno mostrato anche un buon profilo di sicurezza. Lo studio fornisce quindi evidenze solide a supporto dell’utilizzo di questi trattamenti nella pratica clinica quotidiana.
I farmaci intranasali
I farmaci intranasali sono da tempo considerati uno strumento fondamentale nella gestione della rinite allergica. Le linee guida ARIA 2020 ne raccomandavano già l’impiego, sottolineandone la maggiore efficacia e la più rapida insorgenza d’azione rispetto alle terapie orali. Tuttavia, mancavano fino ad ora confronti diretti tra i vari farmaci della stessa classe e tra le classi stesse. Per colmare questa lacuna, gli autori hanno condotto una revisione sistematica e una meta-analisi a rete (NMA), metodologia che consente di confrontare più interventi anche in assenza di studi testa a testa, combinando dati diretti e indiretti per ottenere stime più precise.
Sono stati inclusi nella NMA 167 studi clinici randomizzati condotti su pazienti di età pari o superiore a 12 anni con SAR o PAR. Gli studi dovevano riportare almeno uno tra i seguenti esiti riferiti dal paziente: Total Nasal Symptom Score (TNSS), Total Ocular Symptom Score (TOSS), Total Symptom Score (TSS) o Rhinoconjunctivitis Quality of Life Questionnaire (RQLQ). Le analisi sono state condotte separatamente per la SAR e la PAR, valutando sia le classi di farmaci (INAH, INCS, INAH+INCS) sia i singoli principi attivi.
I risultati della meta-analisi a rete
I risultati hanno confermato che le combinazioni fisse di antistaminico e corticosteroide (INAH+INCS) sono, in generale, più efficaci rispetto ai farmaci utilizzati singolarmente. In particolare, nella SAR, l’associazione azelastina-fluticasone ha ottenuto i punteggi migliori in termini di riduzione dei sintomi nasali (TNSS) e oculari (TOSS), e ha mostrato un’efficacia significativamente superiore rispetto ad azelastina, mometasone furoato, ciclesonide, beclometasone e olopatadina. Anche la probabilità di ottenere un miglioramento clinicamente significativo del TNSS era superiore al 50% rispetto a diversi altri trattamenti.
Per quanto riguarda la qualità della vita, misurata attraverso il RQLQ, il fluticasone furoato si è distinto sia nella SAR che nella PAR, con una probabilità elevata di portare a un beneficio clinicamente rilevante rispetto ad altri interventi attivi. In generale, tutti i trattamenti attivi sono risultati superiori al placebo per TNSS, TOSS e RQLQ.
Nella rinite allergica perenne, i risultati sono stati meno consistenti, ma alcuni farmaci – come fluticasone furoato, mometasone furoato e beclometasone – hanno mostrato un’efficacia superiore rispetto ad azelastina in termini di TNSS. Anche per il TOSS, il fluticasone furoato ha dimostrato un miglioramento significativo rispetto al placebo.
Dal punto di vista della sicurezza, i farmaci intranasali per la rinite allergica si confermano ben tollerati. Nella SAR, INAH e INAH+INCS sono risultati associati a un rischio più elevato di eventi avversi rispetto agli INCS, ma si tratta in gran parte di effetti noti e generalmente lievi, come il gusto amaro. Le interruzioni del trattamento a causa di eventi avversi sono state rare e non significativamente diverse tra i vari farmaci, con alcune eccezioni: ad esempio, l’azelastina nella PAR è risultata associata a un rischio maggiore di sospensione rispetto a placebo e ad altri corticosteroidi, mentre l’olopatadina nella SAR ha mostrato tassi di interruzione più alti rispetto a ciclesonide, fluticasone furoato e beclometasone.
Punti di forza e limiti dello studio
Lo studio presenta diversi punti di forza. È la prima meta-analisi a rete che considera tutti i principali farmaci intranasali per la rinite allergica, e consente confronti anche tra interventi non testati direttamente. Inoltre, i risultati sono stati interpretati non solo in termini statistici, ma anche in base alla probabilità di ottenere benefici clinicamente significativi. Tuttavia, alcune limitazioni vanno segnalate. Molti confronti si basano su evidenze indirette e la qualità metodologica degli studi inclusi non era sempre ottimale, con carenze nella descrizione dei processi di randomizzazione e mascheramento. Inoltre, i dati sulla PAR, soprattutto per quanto riguarda il TOSS, sono meno robusti rispetto a quelli sulla SAR.
In conclusione, la meta-analisi di Sousa-Pinto e colleghi mostra che esistono differenze clinicamente rilevanti tra i farmaci intranasali per la rinite allergica. L’associazione azelastina-fluticasone risulta la più efficace tra le combinazioni, mentre il fluticasone furoato si distingue tra i corticosteroidi. Tutti i farmaci analizzati mostrano comunque un buon profilo di sicurezza. Questi risultati hanno implicazioni concrete per la pratica clinica e per l’aggiornamento delle linee guida terapeutiche, suggerendo che le scelte terapeutiche dovrebbero basarsi su dati aggiornati e differenziati per classe e singolo principio attivo.