L’intelligenza artificiale sta iniziando a trovare applicazione anche nella pratica clinica otorinolaringoiatrica, soprattutto come strumento di supporto al decision making. Secondo Emilio Avallone, dell’Ospedale San Pio di Benevento, intervistato da The ENTologist al congresso SIO 2026, uno degli ambiti più promettenti riguarda la possibilità di facilitare il confronto tra esperti, sintetizzare opinioni diverse e contribuire alla costruzione di statement condivisi per la gestione di casi clinici complessi.
Nel corso della sessione dedicata all’intelligenza artificiale al Congresso Nazionale di Otorinolaringoiatria sono stati discussi quattro casi clinici precedentemente sottoposti a un panel di esperti, chiamati a esprimersi in cieco, senza conoscere le risposte degli altri partecipanti. L’obiettivo era valutare come l’AI possa contribuire a organizzare e integrare il consenso clinico, mettendo a confronto le diverse posizioni degli specialisti e arricchendo l’analisi con la letteratura scientifica disponibile sullo specifico argomento.
In questo scenario, l’intelligenza artificiale non sostituisce il giudizio clinico, ma può rappresentare uno strumento utile per rendere più strutturato il processo decisionale, favorire la discussione multidisciplinare e supportare la produzione di raccomandazioni condivise. Accanto alle applicazioni orientate al consenso clinico, alcuni sistemi di AI offrono inoltre potenzialità rilevanti nell’analisi dei dati, nella programmazione e nell’elaborazione statistica, aprendo nuove prospettive anche per la ricerca scientifica in ambito ORL.