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Acufene: perché non esiste una cura universale e quale ruolo ha la terapia cognitivo-comportamentale

Acufene: perché non esiste una cura universale e quale ruolo ha la terapia cognitivo-comportamentale

Tra gli interventi supportati dalle migliori evidenze scientifiche, la terapia cognitivo-comportamentale si distingue per la capacità di aiutare il paziente a convivere con l'acufene. Ne parliamo con il professor Nicola Quaranta, direttore dell'Unità di Otorinolaringoiatria del Policlinico di Bari.

L’acufene è un sintomo complesso e multifattoriale, la cui gestione richiede innanzitutto l’identificazione delle possibili cause sottostanti. In questa intervista il professor Nicola Quaranta, direttore dell’Unità di Otorinolaringoiatria del Policlinico di Bari, spiega perché, nonostante i numerosi studi disponibili, non esista ancora un trattamento farmacologico efficace per tutti i pazienti. L’elevata eterogeneità delle cause rende infatti necessario un approccio personalizzato. Tra gli interventi supportati dalle migliori evidenze scientifiche, la terapia cognitivo-comportamentale si distingue per la capacità di aiutare il paziente a convivere con il disturbo, migliorando la qualità di vita e riducendo l’impatto dell’acufene sulla quotidianità, pur senza eliminarne la causa. Un ulteriore nodo critico è rappresentato dalla carenza di professionisti adeguatamente formati, che rende sempre più urgente investire nella formazione specialistica di psicologi esperti nella gestione dell’acufene.

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